Calabria Covid free, ma resta l’allerta

Covid palmi

L’estate già nel vivo aumenta il rischio di assembramenti, da qui gli appelli alla massima attenzione.

La serenità dopo la preoccupazione. L’esplosione improvvisa di un “focolaio” a Palmi a causa di per alcuni contagi di ritorno aveva fatto ripiombare una settimana fa la Calabria nel tunnel dell’angoscia per una nuova ondata di Coronavirus, ma negli ultimi giorni il quadro sembra essersi stabilizzato e il trend sembra essersi di nuovo riposizionato nella linea di una regione tutto sommano “Covid Free”.

Alle soglie dell’estate, quindi, la Calabria si presenta con un indice di contagiosità ancora tra i più bassi su scala nazionale, secondo i report ministeriali. Dopo l’emergere di sei contagi a Palmi, l’indice era immediatamente “schizzato” in alto, salendo dalle 0,04 allo 0,49 in pochissimi giorni, ma le misure di contenimento adottate dalle autorità, anzitutto la Regione, che ha disposto la “chiusura” per 5 giorni dell’area di Palmi epicentro del “cluster”, hanno ridimensionato la portata e gli effetti del contagio.  Del resto, lo confermano i bollettini quotidiani della Regione Calabria, che nell’ultima settimana riportano un’oscillazione “in basso” quanto a nuovi contagi: il 26 giugno erano stati tre (sempre legati al “focolaio” di Palmi), ma poi nei giorni successivi sono stati massimo 1, e in alcuni casi non si è registrato alcun contagio.  Alla fine, anche Palmi è stata “liberata” una volta riscontrata l’inesistenza di un quadro preoccupante. Segno che la “trincea” calabra tiene, riuscendo ad evitare il propagarsi di ulteriori “focolai” grazie anche all’attenzione messa in piedi dalle istituzioni sanitarie per tenere sotto strettissima osservazione i “contagi di ritorno”, cioè l’ingresso del Civid-19 attraverso cittadini rientrati in Calabria dalle zone ancora a rischio.

Resta comunque ancora un’”appendice” del Coronavirus in Calabria: nella nostra regione nel complesso i positivi sono stati finora poco più di 1.180 persone, al momento quelli “attivi” sono 26, 22 dei quali in isolamento domiciliare e 4 ricoverati nei reparti di Malattie infettive degli ospedali calabresi. Ma i decessi sono ormai stabili da più di un mese, 97 in totale le vittime di Coronavirus in Calabria, con un “peso” preponderante sul numero complessive degli anziani ospiti di una casa di cura nel Catanzarese, e da almeno tre settimane non ci sono più pazienti ricoverati nei reparti di Rianimazione degli ospedali calabresi.  Insomma, il quadro è decisamente soddisfacente e tuttavia resta intatta la necessità di non abbassare la guardia  e la soglia di attenzione, perché i primi segnali che arrivano dall’avvio dell’estate non lasciano tranquilli: nel primo vero week end della stagione estiva in Calabria, infatti, non sono mancate scene di “movide” senza controllo, con assembramenti di centinaia di persone in pochi metri quadrati e senza le necessarie precauzioni. Sono scene, queste, che si sono ripetute in molti centri turistici della Calabria, a partire da Soverato. E sono già partiti gli appelli alle istituzioni, in primi alla Regione, di attivare tutte le risorse e tutti i mezzi per evitare un’estate nel segno dell’”insicurezza” e di quell’emergenza sanitaria che finora ha tutto sommato risparmiato la nostra regione. 

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