Coronavirus “sbarcato” in Calabria, prossimo al collasso il già debolissimo sistena sanitario regionale

Coronavirus “sbarcato” in Calabria, prossimo al collasso il già debolissimo sistena sanitario regionale

Tanto tuonò che piovve. A prescindere dalle dinamiche distorte attivate in ambito comunicativo, sull’esame del campione relativo al paziente in dialisi, rientrato a Cetraro, da una delle zone rosse e proveniente dalla Lombardia, arriva la conferma che anche in Calabria è stato censito il primo caso di infezione da coronavirus.

Appare più che probabile, attesi i numerosi rientri di cittadini calabresi residenti o domiciliati al Nord del Paese, che con il procedere degli esami sui reperti biologici relativi ai prelievi effettuati secondo i criteri dettati dal ministero della Salute verranno fuori altri soggetti affetti dall’infezione da coronavirus. Purtroppo su questo dubbi ve ne sono pochi. Nessuno ha certezza di quale sarà l’evoluzione clinica di questi casi ma una cosa purtroppo appare certa, il virus in qualche modo dilagherà anche in Calabria. Il nostro sistema sanitario regionale è in grado di reggere l’urto? Se l’infettivologo di fama mondiale Galli arriva a prefigurare il sistema Italia in tilt cosa ne sarà della povera Calabria, che già va in affanno di suo e quotidianamente? Citando il settimanale l’Espresso e ricordando quanto affermato in una intervista rilasciata dal presidente del Consiglio superiore di sanità sul tema infezione da coronavirus emerge concordanza che, a livello nazionale, mancano medici, personale di laboratorio, infermieri e posti letto.

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http://www.ilfattodicalabria.it/politica/2020/03/sanita-spaesata-una-brutta-faccenda/

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