Zona rossa per il Covid in Calabria certifica il fallimento di un’intera classe politica

Zona rossa per il Covid in Calabria certifica il fallimento di un’intera classe politica

La Calabria si salverà solo con l’indipendenza politica

Ho 28 anni.

Ci hanno detto: siete minori e solo noi possiamo gestire la vostra sanità. Nel frattempo, cresceva la mobilità passiva (quella che manda quasi il 70% delle nostre risorse al nord) con il giochetto di curare i malati lì, ma con i nostri soldi (non sarebbe stato meglio attrezzare i nostri ospedali per trattenere le risorse e controllare il business che ruota attorno alle migrazioni sanitarie?).

Ci hanno detto: la salute è un vostro diritto, lo facciamo per voi. E nel frattempo chiudevano gli ospedali ed i reparti.

Ci hanno detto: la questione meridionale è una nostra priorità. E nel frattempo chiudono (“giustamente”) la Calabria perché il rischio è troppo alto.

Hanno appena dichiarato il loro becero fallimento (per non dire la loro malafede).

Chi sono? Destre, Sinistre, Centro. Sono tutti. È l’Italia. Mamma Italia. Quella che dovrebbe trattare i figli allo stesso modo.

Invece no. L’Italia ha figli e figliastri. Da quando è nata. Anche perché, se è nata, è proprio grazie al sacrificio dei figliastri che sono rimasti “CORNUTI E BASTONATI”.

Che fare adesso? Adesso basta chiacchiere. Basta “cambiamo dall’interno”, basta “è la nostra mentalità che deve cambiare”, basta autolesionismo.

Sappiamo benissimo che il degrado che hanno creato volutamente e in cui ci hanno abbandonato, ha portato altro degrado. Siamo stati ridotti all’atrofizzazione della dignità, l’indolenza della pazienza, l’accettazione di qualsiasi cosa. Siamo il mercato ed il coperchio di ogni cosa.  Siamo utili ai settentrionali solo per comprare ciò che loro producono e per coprire ogni ruberia a marchio tricolore usufruendo dell’etichetta della mafia meridionale. Basta!

Adesso prendiamo atto che l’unica e sola soluzione è l’indipendenza politica ed economica. Da soli, o insieme alle altre regioni del Sud che subiscono i nostri stessi torti.

Non è guerra. È legittima difesa. La Calabria se resta Italiana muore più di quanto è morta. E chi non si unisce a questo grido è complice dello status quo.

Prima che per spirito d’appartenenza (fosse per quello, grazie alla civiltà che ci appartiene, potremmo far parte di quasi ogni stato del mondo), bisogna farlo per salvarsi dalla povertà, dall’umiliazione, dalla diseguaglianza, dall’emigrazione, dalla tristezza, dalla sofferenza, dal futuro nero che incombe.

Siamo spalle al muro e non sappiamo nemmeno come ci siamo arrivati, perché mentre ci pisciano addosso dicono che piove acqua potabile!

Ci hanno insegnato che siamo minori e ce ne siamo convinti. Lo hanno fatto con film, racconti, telegiornali e media di ogni genere. Questo ci ha portato a non battere ciglio su nulla, nemmeno sul fatto che noi stessi non possiamo decidere sul nostro futuro. Siamo morti dentro.


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