‘Ndrangheta, operazione "Eyphemos": M5S, “L’era Santelli comincia molto male”

Creazzo

​«I vecchi partiti riflettano con coscienza sul coinvolgimento nell’operazione antimafia Eyphemos degli esponenti del centrodestra Antonino Creazzo e Marco Siclari, il primo arrestato, il secondo destinatario di misura cautelare». Lo affermano, in una nota, I parlamentari del M5S Francesco Sapia, Giuseppe d’Ippolito, Bianca Laura Granato e Paolo Parentela. 

«Dunque – proseguono – comincia molto male l’esperienza di Jole Santelli alla guida della Regione Calabria e, alla luce dell’arresto del consigliere regionale Creazzo, di Fratelli d’Italia, non si capisce che cosa abbia da spartire il colonnello De Caprio, noto come Ultimo e indicato come assessore regionale della Calabria, con un centrodestra calabrese incapace di controllare le proprie liste. Prima delle ultime Regionali – ricordano i parlamentari 5 Stelle – avevamo più volte sottolineato la necessità di garantire pulizia morale nei partiti, il che non è avvenuto. I soliti portatori di voti sono stati candidati e adesso il nuovo Consiglio regionale parte già zoppo per l’arresto di Creazzo a pochi giorni dalla proclamazione. Niente di nuovo sotto il sole, dal momento che – incalzano i 5 Stelle – nel centrodestra c’erano stati, nella legislatura dell’era Scopelliti, tre consiglieri regionali colpiti da vicende di rapporti con la criminalità organizzata. Temiamo – concludono Sapia, D’Ippolito, Granato e Parentela – che altre inchieste delle Direzioni distrettuali presenti in Calabria possano colpire i palazzi regionali, in quanto nei vecchi partiti il problema dell’allontanamemto di personaggi discussi, già richiamato da Paolo Borsellino, non è stato affrontato a modo dalle varie segreterie romane. Come al solito, a rimetterci saranno i cittadini calabresi». «La nuova indagine della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria contro la cosca Alvaro getta ombre inquietanti sul centrodestra calabrese». A dirlo è la portavoce alla Camera del Movimento 5 stelle Federica Dieni. «L’inchiesta – aggiunge – ha coinvolto il neo consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Domenico Creazzo, finito ai domiciliari, e il senatore di Forza Italia Marco Siclari, per il quale è stata chiesta l’autorizzazione a procedere del Parlamento. Fermo restando il principio di non colpevolezza fino alle eventuali condanne definitive, non si può tacere sul fatto che, ancora una volta, il centrodestra calabrese si ritrova nel mezzo di vicende giudiziarie dalle quali emergono comportamenti riprovevoli e sconcertanti». «Il M5s – continua Dieni – ha più volte lanciato appelli a favore delle liste pulite, un appello caduto, evidentemente, nel vuoto. E così la Calabria si ritrova con un consigliere arrestato ancor prima dell’insediamento della assemblea regionale, per un inizio di legislatura non troppo promettente. È solo il caso di ricordare che il centrodestra, anche negli scorsi anni, ha avuto diversi altri suoi rappresentanti arrestati e condannati per contiguità alle cosche di ‘ndrangheta. Il passato sembra dunque non aver insegnato nulla. Le indagini della magistratura, verso la quale è doveroso esprimere un ringraziamento – conclude Dieni – faranno il loro corso. Nel frattempo, la neo governatrice Santelli, anziché paventare il rischio di strumentalizzazioni, faccia mea culpa per i mancati controlli sulle liste e vari una giunta al di sopra di ogni sospetto».

 

Operazione Eyphemos, Callipo: quadro inquietante

È davvero inquietante, al di là delle singole posizioni, che un consigliere regionale appena eletto venga arrestato ancor prima dell’insediamento della massima Assemblea legislativa calabrese. La politica deve svegliarsi e arrivare prima della magistratura: liberare le istituzioni dai tentacoli di ‘ndranghetisti e affaristi deve essere la madre di tutte le battaglie». È quanto dichiara Pippo Callipo, consigliere regionale e leader di “Io resto in Calabria”, che aggiunge: «È vero che, in ossequio ai principi sanciti in Costituzione, bisogna evitare qualsiasi giudizio sommario e aspettare che le vicende giudiziarie si chiariscano nelle sedi opportune, ma è innegabile che le accuse che vengono contestate nell’inchiesta “Eyphemos” della Dda di Reggio Calabria sono molto gravi. Come sempre – prosegue Callipo – per noi è imprescindibile stare al fianco della magistratura e delle forze dell’ordine. La politica non può continuare a fare finta di niente. Lo abbiamo detto più volte in campagna elettorale: non si può essere disposti a tutto per vincere, è necessario che chi si candida ad amministrare la cosa pubblica faccia pulizia senza aspettare che arrivino le inchieste giudiziarie. Vigilare sulla composizione delle liste è possibile. Nei giorni scorsi – conclude Callipo – abbiamo detto chiaramente che faremo un’opposizione non pregiudiziale e nell’esclusivo interesse dei calabresi, con altrettanta chiarezza ribadiamo che sulla legalità non arretreremo di un millimetro».

 

Il clan Alvaro comandava anche in Australia

Gli esponenti di vertice del “locale” di ‘ndrangheta di Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) sedevano ai tavoli in cui venivano prese decisioni importanti che riguardavano il “locale” australiano. Alcuni di loro  si sarebbero perfino recati  in Australia per risolvere controversie legate alla spoliazione di un sodale che venne sanzionato per una trascuranza ma non espulso dai ranghi della mafia calabrese. E’ uno degli aspetti emersi dall’operazione  “Eyphemos”  della Polizia di Stato  nel corso della quale, dalle prime ore di questa mattina, nella provincia di Reggio Calabria, Milano, Bergamo, Novara, Lodi, Pavia, Ancona, Pesaro Urbino e Perugia sono stati eseguiti numerosi arresti e perquisizioni nei confronti di capi e gregari di un’articolazione della ‘ndrangheta reggina operante a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC) in seno al mandamento tirrenico, alle dipendenze della potente cosca di Sinopoli (RC) facente capo alla famiglia Alvaro.    Il clan ha anche una sua propaggine in Lombardia,  nel Pavese, oltre che in Australia dove è presente un locale di ‘ndrangheta, dipendente direttamente dalla casa-madre calabrese degli Alvaro. Le indagini sono state condotte dagli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Commissariato  di Polizia di Palmi. In tutto 65 i provvedimenti restrittivi eseguiti.

 

‘Ndrangheta, 65 arresti c’è anche il neo consigliere Creazzo

E' in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, finalizzata all’esecuzione di 65 ordinanze di custodia cautelare (di cui 53 in carcere e 12 agli arresti domiciliari) emesse nei confronti dei capi storici, elementi di vertice e affiliati di una pericolosa cosca locale di ‘ndrangheta operante a Sant’Eufemia d’Aspromonte, funzionalmente dipendente dalla potente cosca Alvaro. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, diversi reati in materia di armi e di sostanze stupefacenti, estorsioni, favoreggiamento reale, violenza privata, violazioni in materia elettorale, aggravati dal ricorso al metodo mafioso e dalla finalità di aver agevolato la ‘ndrangheta, nonché di scambio elettorale politico mafioso. Gli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Commissariato di di Palmi, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, coadiuvati dagli operatori dei Reparti Prevenzione Crimine e di diverse Squadre Mobili del Centro e Nord Italia, stanno eseguendo anche numerose perquisizioni. Impiegati circa 600 agenti della Polizia di Stato.
Una moderna “holding” criminale, capace di radicarsi nei settori socio-economici ed imprenditoriali anche attraverso l’infiltrazione negli apparati amministrativi, istituzionali e politici, ma sempre ancorata ai vecchi rituali. Così appare la ‘ndrangheta secondo quanto emerge dall’operazione “Eyphemos” con cui stamane la Polizia ha colpito il “locale” di Sant’Eufemia d’Aspromonte, legato alla potente cosca Alvaro di Sinopoli (RC).    Nei summit monitorati dagli investigatori, gli indagati facevano riferimento alle cariche e ai gradi della ‘ndrangheta usando termini come “santa”, “camorrista”, “vangelista”, “sgarrista”, “capo locale”, “contabile”, e partecipavano a cerimonie, come la formazione di un “banconuovo”, la creazione di un nuovo “locale” a Sant’Eufemia d’Aspromonte con l’auspicata legittimazione del “Crimine” di Polsi e l’indipendenza dagli Alvaro che, tuttavia, secondo gli inquirenti, continuano a controllare Sant’Eufemia, forti dell’essere una grande cosca, anche se i diversi sottogruppi familiari (“Carni i cani”, “Pajechi”, “Merri”, “Pallunari”, Testazza” o “Cudalunga”) godrebbero di una certa autonomia programmatica e di azione.
Non ha fatto neanche in tempo a festeggiare l’elezione da votatissimo consigliere regionale ed è finito in manette Domenico Creazzo, esponente di Fratelli d’Italia arrestatooggi nel corso dell’operazione “Eyphemos” contro il clan Alvaro. 
Non si tratta dell’unico politico finito in manette. Secondo le prime indiscrezioni, sarebbe stata chiesta un’autorizzazione a procedere anche per un parlamentare eletto nella zona aspromontana reggina. 

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