Regione, il “balletto” delle Commissioni

consiglio regionale calabria

Improduttiva anche la seconda seduta del Consiglio per rieleggere i vicepresidenti: opposizione sull’Aventino.

Il “balletto” delle Commissioni del Consiglio regionale. Dopo più di 5 mesi dalle elezioni, l’Assemblea legislativa calabrese insedia finalmente i sei organismi permanenti e i due speciali – Vigilanza e Anti-‘ndrangheta - nei quali si articola l’attività consiliare, ma il “solco” tra maggioranza e opposizione non si è ancora sanato. Non si è sanato nemmeno dopo il Consiglio regionale convocato per rieleggere i vicepresidenti in quota minoranza, dimessisi dopo la seduta del 12 giugno nella quale la maggioranza di centrodestra aveva  fatto il “pieno” delle presidenze, senza lasciare la Vigilanza all’opposizione di centrosinistra come da consolidata prassi istituzionale. E anche nella nuova seduta il centrosinistra è rimasto sull’”Aventino”, non entrando in aula per i punti dell’ordine del giorno dedicati alle vicepresidenze, punti di conseguenza ritirati: i nuovi vicepresidenti saranno quindi designati all'interno delle stesse Commissioni.

A proporre questa soluzione è stato il capogruppo della Casa delle Libertà, Baldo Esposito: «Ci sono state responsabilità bipartisan per una paralisi oggettivamente senza precedenti. ma ora sia eliminata al più presto proprio nel lavoro delle Commissioni. Auspichiamo che l'atteggiamento dell'opposizione si modifichi e che indichino componenti dei Commissioni, chiedendo al presidente Tallini – ha spiegato Esposito - di attivare i poteri sostitutivi di indicazione dei componenti delle Commissioni se l'opposizione dovessero reiterare nell'impasse». A sua volta, il presidente del Consiglio regionale, Domenico Tallini, ha ricordato che «gli sforzi fatti per ricucire lo strappo, forti di un parere che attestava la legittimità della procedura, e abbiamo riportato in aula la proposta della rielezione dei vicepresidenti per ripristinare la dignità della minoranza. La minoranza ha ritenuto di non onorare questo passaggio con la propria presenza, per questo noi rimandiamo le proposte di rinnovo delle vicepresidenze all'interno delle Commissioni, e solleciteremo all’opposizione l'indicazione dei nomi dei componenti delle Commissioni. Spero – ha sostenuto Tallini - che tutto possa avvenire nella piena collaborazione di tutti».

Dopo l'intervento di Tallini, i gruppi dell’opposizione sono rientrati in aula. A parlare è stato il capogruppo del Misto, Francesco Pitaro, per il quale «nella vicenda delle Commissioni c’è un problema politico, e cioè la maggioranza, pur creando una nuova commissione per trovare propri equilibri interni, non ha voluto attribuire la Vigilanza all'opposizione nonostante una prassi consolidata, ed è anomalo e grave che la maggioranza voglia auto-vigilarsi. Poi – ha rilevato Pitaro - c'è un problema giuridico, cioè la violazione del regolamento del Consiglio regionale, per il quale prima di eleggere i presidenti delle Commissioni i gruppi devono designare i propri componenti nelle stesse Commissioni. Abbiamo depositato un'istanza in cui chiediamo al ministero dell'Interno, degli Affari regionali e ai prefetti per fare luce su tutta la procedura». Le Commissioni comunque si insediano, ma non è “vera gloria”.

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